Home Discorsi Ufficiali Discorso tenuto in occasione della preghiera interreligiosa per la pace svoltasi...

Discorso tenuto in occasione della preghiera interreligiosa per la pace svoltasi in piazzetta Plebiscito

824
0
SHARE

Ovunque un musulmano incontri un altro musulmano, essi sono soliti usare il saluto seguente: ”as-salamu ‘alaykum— che la pace sia su di te”, e l’altra persona risponde dicendo: ”’alaykumus salam— su di te sia la pace.”
Ogni preghiera quotidiana inizia ricordando Dio che è “Clemente e Misericordioso”, e finisce con auguri di pace per tutti. L’Islam è una religione di pace. Il termine arabo Islam, oltre che “obbedienza e sottomissione volontaria a Dio”, significa ance “Pace”, dalla cui radice “Salam” esso trae origine.
Per Noi Musulmani entrambi i significati sono interconnessi.
Il conseguimento della pace universale rappresenta uno dei cardini della nostra religione: la pace nella coscienza, nella famiglia, nella società, nella giustizia e fra i Popoli.
E la Pace secondo l’Islam è fondata sul riconoscimento dell’unicità e dell’onnipotenza di Dio, sull’impegno nel far trionfare la giustizia, sull’eguaglianza, sulla libertà, e sul conseguimento dell’equilibrio sociale, basato sulla cooperazione fra gli uomini, fra i popoli.  L’Islam suggerisce sempre ai credenti la moderazione, quella via di mezzo che non calpesti la natura, le credenze e le libertà altrui. Quella via di mezzo che rifugge e respinge ogni estremismo, ogni fanatismo e qualsiasi trasmissione dell’odio: noi saremo sempre fedeli al messaggio di Pace del Nostro Profeta (SAWT) e pregheremo ogni giorno, a costo di esaurire le nostre energie, le nostre lacrime.
Le nostre preghiere e i nostri pensieri, in questo particolare momento di festa per il mondo islamico, vanno per tutte le vittime innocenti, per i popoli oppressi, ai bambini e alle donne che muioiono in Medio Oriente e ovunque nel Mondo, poiché l’Islam è una religione universale e orizzontale e non crede nelle barriere né confini nelle contrapposizioni. L’Islam non crede in coloro che fanno la guerra per insegnare la geografia alla Gente, ai Popoli. Né crede negli arroganti, nella prevaricazione dell’uomo sull’uomo.
E’ tempo di fermarci tutti, tornare a credere, in Dio, nei valori universali del monoteismo, in noi stessi e nella nostra capacità di costruire la pace oltre la politica.
Si, perché noi continueremo a pregare ma non ci dimentichiamo ma è tempo che la politica si prenda le sue responsabilità, che faccia un esame di coscienza perché le guerre in corso sono il risultato politico di un processo storico che di religioso ha ben poco.
La politica, responsabile delle divisioni e delle guerre fra i Popoli con le sue facili manipolazioni della religione deve ora spendersi per la pace. Nono bastano le preghiere, ci vuole volontà politica per ricomporre  ora e adesso lo scenario, per riportare immediatamente il conflitto armato sui binari di un Nuovo Dialogo fra Palestinesi e Israeliani riconducendo gli sforzi diplomatici in ambito Onu.
Noi continueremo a Pregare, assieme a Voi, assieme a tutte le confessioni della città affinché ci possa essere una fine alle tragedie di un Mondo che ovunque sembra aver abbondanato la via delle pace e abbracciato quella della guerra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here